florida lottery

autori 

qart progetti, bencini, torpei, masini, franchi, santini

nazionalità/città 

italia/firenze

competenze 

architettura, psicanalisi, copywriter, programmazione, graphic design, fotografia,

giuria

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valutazione graduatoria

il progetto si connota per un valido concept: interpretare l’idea della costruzione di una memoria locale attraverso il dispositivo dello storytelling. la proposta è ben congegnata, con un raffinato racconto per immagini e un sofisticato rapporto con riferimenti tra i più vari per il sostegno delle tesi e degli strumenti impiegati. La costruzione del team, ricca e sfidante, declina in maniera imprevista la coerenza tra competenze e proposta. La proposta si dota anche di una preliminare struttura di modello di gestione, ma pecca (per, riteniamo, una consapevole scelta di posizionamento)nel predisporre tale modello e in generale gli strumenti di progetto in un ambito troppo perimetrato al concept di storytelling citato inizialmente.

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visione

coqart dimostra una grande consapevolezza e controllo dei propri strumenti. Il progetto che propone è una delicata oscillazione di linguaggi tra quelli delle discipline coinvolte. Prodotti spuri, che sanno condensare in sé una idea complessa di identità e racconto di se, senza rinunciare ad ammiccamenti più popolari, sfiorando i più diversi supporti senza perdere in visione d’insieme. Interventi minimi, a budget ridotto, precisi e conchiusi nella loro fattibilità, distribuiscono a pioggia e in maniera imprevedibile una grande quantità di informazioni su e per il territorio.

sostenibilità

il progetto decide di dedicare le proprie energie progettuali su servizi per così dire “intangibili”. Anziché abbozzare – e quindi anziché occuparsi solo superficialmente – una progettualità volta alla sostenibilità non affronta il tema. La sua parzialità, nell’ottica di un processo di condivisione e di co-progettazione, è visto in senso positivo, date le manifeste capacità di comunicazione.

gestione

il progetto per quanto sviluppi in maniera ben strutturata ed approfondita la proposta dell’albergo diffuso al quale si aggiunge lo storytelling,pecca di una visione poco realistica e decontestualizzata rispetto al territorio.Ci si chiede se i progettisti abbiano effettivamente riflettuto sull’attuazione del modello proposto nell’area d’interesse, dando probabilmente per scontata un’adesione da parte della popolazione che non è così ovvia.Appare inoltre un po’ ingenuo pensare che la risposta al quesito fondamentale,ovvero perché il visitatore dovrebbe scegliere Auletta,risieda solo ed esclusivamente nel principio dello storytelling. Si rilevano comunque ottime capacità nelle strategie di comunicazione.

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possibile ruolo

sviluppatori del progetto di comunicazione

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graphic storytellings

relazione

bio